Cosa succede quando l'informazione disinforma?
Non si parla di danno bensì di catastrofe. Non esistono dubbi sul fatto che vi sia difficoltà nell'informare da giornalisti veri (non a caso è istituito un albo di laureati e titolati professionisti GIORNALISTI, nonostante il livello di istruzione universitario in questi ultimi anni sia calato notevolmente- ma anche questa è una notizia letta e masticata, per cui...). Una dote innata, più che una materia da apprendere. Cito un esempio, Studenti si riuniscono davanti al quirinale per manifestare contro un'ipotetica riforma della scuola. La notizia è questa. Proponibile ovviamente al pubblico in vari modi: A) Studenti si riuniscono davanti al quirinale per manifestare contro la nuova riforma della scuola B) Folla di studenti si riunisce per manifestare contro la nuova riforma della scuola C) Folla di studenti si accalca per manifestare contro la nuova riforma della scuola D) Folla di studenti si accalca per ribellarsi alla nuova riforma della scuola. Potremmo proseguire nell'esemplificazione ma una rapida lettura del titolo A) e del titolo D) già ci permette di inquadrare due situazioni ,all'apparenza, completamente differenti. Ma si tratta della stessa. L'abilità del giornalista sta anche in questo. E' colui che ha in mano l'ago della bilancia. L'unico tramite tra noi ed il mondo, sia a 1, 10, 1000 ed 1000000 di km di distanza da noi. I ritmi della nostra vita sono sempre più alti, leggere un articolo di un quotidiano dall'inizio alla fine è un privilegio che spetta ormai a pochi. Anche perchè se addentrandoci nell'articolo scoprissimo che questo gruppo di studenti è costituito da dieci o venti studenti ci chiederemmo che razza di “Folla” possa rappresentare un gruppo di qualche decina di persone. Così come il modo di manifestare. Un cartello infilato a un palo di legno sarebbe manifestazione mentre una sassaiola sarebbe una ribellione. Non ci viene in aiuto nemmeno il famoso “wwww” tanto declamato. What, Who, Where, When. Perchè gli elementi del buon giornalista ci sono tutti, qualunque sia il titolo A),B),C) o D) che si preferisca leggere. E' correttezza di informazione. Il fautore della tanto discussa riforma scolastica proporrà sulle proprie pagine di giornale un titolo del tipo D), un fermo oppositore ne proporrà uno di tipo A). Senza dimenticare le possibili ed innumerevoli variabili inseribili nel titolo di cui sopra. Informazione. Per gli altri media la storia non cambia. È un'inquadratura piuttosto che un'altra a fare da testimone oculare ai fatti. Anche in questo caso l'obbiettivo potrebbe non essere obiettivo. E allora che fare? A chi credere e perchè? Anche perchè ad inasprire la questione arriva la tanto acclamata faziosità. Accusa volta a chi parla di “ribellione” dal fautore della protesta “composta” e mossa viceversa a chi parla di “gruppo di studenti” dall'oppositore al movimento studentesco. C'è da uscirne pazzi. E allora il rimedio, seppur di una medicina per il raffreddore contro un broncopolmonite sempre si parli, è solo uno. Informarsi da più fonti, allargare il cerchio, prendere ogni notizia con le pinze e i guanti. E non pensare di SAPERE perchè quello che sappiamo potrebbe esserci stato detto o raccontato ad hoc per l'occasione. Anche questa è informazione,ma con una I un po' più maiuscola.
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