Cara Sara,
ti scrivo questa lettera per dirti che tornerò a Milano, venerdì sera.
Non voglio mancare a quel convegno di cui tanto abbiamo discusso. Devo esserci. Porterò avanti la mia idea perché ritengo sia giusto così. Non posso più guardare quello che sta succedendo senza far niente, senza muovermi.
E andrò proprio nella direzione opposta, vento negli occhi questa volta. Non ho intenzione di costringerti ad accettare le mie idee, non sono bastate le parole, figuriamoci una lettera. Ma costringerti a ragionare questo sì.
Nelle mie lunghe sere passate in autostrada, con la radio accesa come unica compagna ho pensato e ripensato a quello che mi hai detto, che ci siamo detti.
E sono arrivato alla conclusione che per me lo straniero sei tu.
Nonostante sia nato nella tua stessa via, sia cresciuto giocando con te a nascondermi, a tirare calci ad un pallone,a correre per le vie del paese, nonostante il mio modo di scherzare e il dividere le domeniche mattina in chiesa con te, le nostre idee hanno prese strade diverse, sono straniere le une per le altre.
Nonostante anche il colore della nostra pelle sia lo stesso.
Arriverò a capire perché una persona crede in un dio piuttosto che nel mio, arriverò a capire perché un uomo si gira verso est o ovest per pregare, mi sforzerò di capire perché un uomo decida di spendere la sua vita intera a girovagare in un camper per il mondo.
Perché voglio farlo, perché voglio capirlo. Ma non muoverò nemmeno un dito per capire perché un uomo manca di rispetto ad un suo simile. Non lo farò perché non merita tempo,non merita dedizione e mi opporrò finchè avrò forza per farlo.
Il mondo ha bisogno d’altro.
Mi è straniero il tuo modo di pensare, di concepire la realtà che ci circonda a schemi fissi, una montagna può anche sorgere in riva al mare. Mi è straniero il tuo cambiare tono quando parli di loro, non è una lingua diversa che mi ferma nel comprendere una persona o un’emozione. Mi sono straniere le tue idee su di loro, le idee non hanno colore.
Apri gli occhi, guarda un po’ più in là, supera i tuoi limiti, forse ti accorgerai che stai veramente sbagliando.
Un abbraccio forte,
Luca |