thinks
AGORA'
 

Giornate di Gala, come diceva mio padre.
I giorni di festa paesana lo erano sempre, grande pubblico, una simile ressa di persone potevi vederla solo in certe occasioni. Erano anche i giorni in cui dovevi correre di più, i giorni in cui la latta compariva più spesso.
A volte riuscivamo ad occupare un’intera via, laterale purtroppo, la centrale era sempre riservata alle bancarelle più attrezzate, quelle in regola. Qualche cliente si fermava a contrattare con mio padre per una maglia o un cappotto, poi tutto d’un tratto il solito richiamo. Fischio e lattina alzata. I poliziotti stavano facendo un altro giro d’ispezione.
Mio padre in fretta chiudeva il campionario di maglie e maglioni nel lenzuolo bianco su cui erano stese e si appoggiava ad un bidone della spazzatura lì a fianco.
Io sorridevo, dal basso dei miei 10 anni quel fuggi fuggi generale tra la gente che camminava lentamente suonava come un gioco divertente di cui non immaginavo i rischi. In realtà il mio sogno era quello di poter reggere almeno per una volta il bastone su cui era issata la latta di pollo. Era il segnale per i nostri più lontani, in mezzo alla folla un fischio poteva non essere avvertito da tutti mentre la latta, issata ad un manico di scopa e sollevata sopra la marea di gente tra le bancarelle era visibile anche a 100 metri di distanza.
Il mio sguardo era sempre puntato là, non aspettavo altro che di vedere la latta di pollo alzarsi sopra la folla per scattare insieme a tutti i miei amici mentre la via si trasformava sotto i nostri occhi. Come sempre ne seguiva una parata di poliziotti con le mani accomodate dietro la schiena ad osservare i sacchi di tela bianchi che fino ad un istante prima erano stati i banchi d'esposizione della nostra mercanzia. Nonostante tutto sapevano ma non si spingevano oltre gli abituali richiami di dovere. Per anni ed anni quella vita, tra mercatini e corse dietro ai bidoni della spazzatura, ad osservare una latta vuota che si alzava e si abbassava.
La nostra latta che nonostante fosse vuota, ho sempre cercato di vedere piena almeno per metà. Per la gente normale esisteva un bicchiere da vedere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Per noi no, solo una latta ammaccata. Ho passato la mia vita a cercare di riempirla, perchè anche la mia gente potesse vederla un po' più piena.
Oggi ho quello che posso chiamare un lavoro, scarico casse nel retro di un supermarket insieme ad alcuni amici che si nascondevano con me all'arrivo della polizia tra i banchi del mercato, ho quella che posso chiamare casa, uno stretto monolocale in affitto che divido con altri due africani come me.
E sulla scrivania accanto al divano, quello che la sera diventa il mio letto, quella latta di pollo c'è ancora. Non è più appesa a un manico di scopa, nessuno deve più alzarla e abbassarla e non serve più per scappare.
E nonostante contenga solo qualche penna quasi scarica, finalmente sono riuscito ad arrivare dove avrei sempre voluto,a vedere il domani, finalmente riesco a vederla mezza piena.

www.foltranluca.com

 

 

 

 

COLOR OF WORLD       What About       PHOTOS      Link     CONTACTS     Disclaimer   BILLIONAIRE'S    HOME  

 

Tutti i contenuti grafici e testuali presenti nl sito sono di proprietà del legittimo autore del sito ne è pertanto vietata la riproduzione anche parziale a qualsiasi scopo previa auorizzazione dell'autore stesso in forma scritta.